Assassinio sul Nilo
Recensione

“Assassinio sul Nilo”: il libro, il film… e il film

Da quando all’inizio dell’anno ho visto che al cinema sarebbe uscito il remake di Assassinio sul Nilo, ho pensato che prima valesse la pena leggere il libro (e no: ancora non lo avevo fatto). Poi, già che c’ero, sono andata a riguardarmi il film del 1978 (ma che spettacolo è Angela Lansbury con il turbante di Salomè Otterbourne?). Alla fine, me lo sono ritrovato anche su Disney+ e così ho passato gli ultimi due mesi a fare su e giù per il Nilo alla ricerca dell’assassino di Linnet Doyle.

Assassinio sul Nilo: il libro

Ma partiamo dal libro. Ovviamente scritto da Agatha Christie (1937) è stato per me una sorpresa: è molto più “intimo” di quello che uno si potrebbe aspettare.

Nell’originale Assassinio sul Nilo (o Poirot sul Nilo) Hercule Poirot non è l’algido investigatore a cui siamo abituati, ma è un uomo garbato e sentimentale che cerca di dare conforto alla giovane Mademoiselle Jacqueline De Bellefort.

“Non lasci entrare il male nel suo cuore (…) Perché, se andrà avanti, il male arriverà… Sì, non c’è dubbio, il male arriverà… Entrerà dentro di lei e lì si stabilirà, e dopo un po’ non sarà più possibile scacciarlo”

E c’è tutta la malinconia e il dolore di Agatha Christie (tradita e abbandonata dal primo marito) nelle amare parole di Jackie

“Guardi la luna, lassù. La vede con chiarezza, vero? È reale. Ma se ora splendesse il sole, non sarebbe più in grado di vederla. Le cose sono andate più o meno così, io ero la luna…”

Ma il romanzo, non lo dimentichiamo, è un giallo e quindi c’è tutta struttura dell’indagine deduttiva (non dimentichiamo che la Christie conosceva personalmente un tale Sir Artur Conan Doyle), ma anche i gioielli, gli abiti eleganti e le storie dei vari personaggi (io ne ho contati 19) che si incastrano come le tessere di un mosaico perfetto.

Pubblicato anche come Poirot sul Nilo, vale assolutamente la pena leggerlo, anche se hai visto il film, e quindi ti lascio qui l’anteprima.

Agatha Christie, Poirot sul Nilo (Anteprima)

Assassinio sul Nilo: il film (1978)

Poi c’è il film Assassinio sul Nilo (Death on the Nile) del 1978, come dicevo.

Diretto da John Guillermin e con le  musiche originali di Nino Rota, ha un cast grandioso: oltre, come dicevo, a Peter Ustinov e Angela Lansbury, ci sono: Mia Farrow, Bette Davis, David Niven (ha fatto mille film, ma per me è sempre “quello di La Pantera Rosa”), George Kennedy (anche lui mille interpretazioni, e mi sento quasi in colpa per averlo ricordato come il comandante Ed Hocken in Una pallottola spuntata) e, la mia preferita, Maggie Smith (la mia Lady Violet, Contessa Madre di Grantham, nonché Minerva McGranitt in Harry Potter). Film pluripremiato, è perfetto per una serata vintage. Disponibile a noleggio su YouTube, ti lascio il trailer (che però ho trovato solo in inglese)

Assassinio sul Nilo (1978)

Assassinio sul Nilo: il film (2022)

Ma ora veniamo all’ultimo Assassinio sul Nilo (2022) diretto e interpretato da Kenneth Branagh.

In questa ultima versione ci discostiamo un po’ dall’originale, ma questa cosa non disturba, anzi: personalmente l’ho visto come un azzardo lodevole. Non stravolge ovviamente il racconto, ma lascia ancora un po’ di mistero anche per chi conosce già la trama.

I puristi lo hanno criticato per l’eccessivo utilizzo del digitale (chiaramente percepibile anche da una profana come me) e per l’interpretazione un po’ stereotipata degli attori.

Sono parzialmente d’accordo. Il Karnak è bellissimo, ma è chiaro che non ha mai visto il Nilo (né nessun altro fiume), le suggestive atmosfere egiziane sono completamente frutto di un gran lavoro di Matte Painting (in scala Pantone oro) e il lento incresparsi delle onde ha ben poco di naturale. Comunque, complessivamente, lo trovo un buon prodotto, piacevole se non ci si mette a fare troppo i raffinati, e va guardato per quello che è: un’esaltazione della grafica computerizzata per una rilettura in chiave moderna di un classico del passato (alcune scene hanno davvero ben poco dello stile bon-ton degli anni Trenta).

Quello che secondo me davvero ci potevano risparmiare sono l’inizio e la fine. Due scene posticce che sembrano proprio essere state aggiunte per raggiungere un minutaggio dignitoso.

Anche in questo caso di lascio il trailer

Assassinio sul Nilo (2022)

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