“La Principessa Sposa” di William Goldman
Ho scovato “La Principessa Sposa” di William Goldman al BookPride di quest’anno a Milano, ma mi sono decisa a comprarlo solo a Torino lo scorso maggio. Ho pensato che se il fato dei libri lo rimetteva sul mio percorso in così poco tempo, ignorarlo sarebbe stato quanto meno poco educato.
Non posso quindi che ringraziare la mia buona stella (e i ragazzi della Marcos y Marcos che erano presenti allo stand) perché ho avuto la possibilità di leggere una fiaba da cinque stelle che sicuramente sarà presente a lungo nella mia lista “libri da regalare”.
“La Principessa Sposa” : la trama
Un celebre sceneggiatore cerca disperatamente una copia del romanzo chiave della propria infanzia.
Vorrebbe regalarlo al figlio annoiato, sperando che il prodigio si ripeta.
Quando l’agguanta, si rende conto che molti capitoli noiosi erano stati tagliati dalla sapiente lettura ad alta voce del padre.
Decide di riscriverlo. Togliere lungaggini e divagazioni. Rendere scintillante la ‘parte buona’. La magia si realizza. Il risultato è straordinario.
Si parte da una cotta clamorosa, un amore eterno tra un garzone di stalla e la sua splendida padrona, che sembra naufragare a causa di una disgrazia marittima.
C’è poi il di lei fidanzamento con un principe freddo e calcolatore. Poi c’è un rapimento, un lungo inseguimento, molte sfide: il ritmo cresce, l’atmosfera si arroventa. Il trucco della riscrittura – arricchito da brillanti “fuori campo” dell’autore – l’incanto di personaggi teneri o diabolici, i dialoghi perfetti, fanno crescere il romanzo a livelli stellari. Disfide, cimenti, odio e veleni, certo. Ma anche vera passione, musica, nostalgia.
Si corre a trecento all’ora su un terreno tutto nuovo che abbraccia classico e stramoderno, fiabesco e farsesco, ironico e romantico.
“La Principessa Sposa” : il romanzo
Di questo libro mi sono innamorata fin dalla prefazione di Cristiano Cavina, anche lui vittima consenziente di “La Principessa Sposa”, perché Goldman con il suo stile non ti lascia scampo.
Innanzitutto, parte da un espediente letterario vecchio come il mondo, ma reso incredibilmente moderno e realistico: dopo aver faticosamente cercato il romanzo “La Principessa Sposa” di S. Morgenstern per regalarlo al figlio, si accorge che non è la stessa storia che il padre gli leggeva da bambino. Nella versione originale Morgenstern si dilunga in descrizioni e sproloqui che rendono il racconto incredibilmente noioso e che il padre aveva saggiamente deciso di “tagliare”. Goldman pensa allora di riscriverlo per ridargli la forma che lui aveva tanto amato, arricchendolo con tutti i suoi commenti “fuori campo”.
Ci ripropone così la sua versione di “La Principessa Sposa”, il romanzo che lo ha fatto appassionare alla letteratura e lo ha fatto sbocciare come “rosa tardiva”.
A proposito, e qui metto una postilla anche per me, devo leggere assolutamente il suo primo romanzo “The Temple of Gold” (brutalmente tradotto come “Io sono Raymond”).
Va bene che Goldman è indubbiamente uno che ha tutti i numeri per essere un grande autore (è stato lo sceneggiatore, tra l’altro, di “Butch Cassidy”, “Tutti gli uomini del presidente”, “Misery non deve morire”, “Il maratoneta” … robetta così insomma) ma mai mi sarei aspettata una lettura così appassionante da qualcosa che dovrebbe essere poco più di una fiaba per bambini. “La Principessa Sposa” te lo leggi in un pomeriggio (se ti lasciano n in pace) e alla fine fai di tutto perché non debba finire: vorresti rallentare la lettura, ma le pagine scappano veloci.
Ho adorato i personaggi: Westley, Fezzik e Ingo: incredibilmente umani con tutte le loro fragilità; un po’ meno Buttercup ma comunque un bel tipetto anche lei:
“‘Hai due possibilità: sposarmi e diventare la donna più ricca e più potente nel raggio di mille miglia, regalare tacchini per Natale e darmi un figlio, o morire tra strazi e tormenti, in un futuro molto prossimo. A te la scelta’.
‘Non ti amerò mai’.
‘Non saprei che farmene, del tuo amore’.
‘Va bene, allora sposiamoci’”
E poi ha un messaggio che è il cuore di tutto il romanzo: “la vita non è giusta” e, proprio per questo atto di onestà, si merita le mie cinque stelle.
Se volete iniziare a sfogliarlo, vi lascio qui l’anteprima
“La Principessa Sposa” : il film
Come forse saprete, ne è stato tratto anche un film (io l’ho scoperto solo dopo aver letto il libro, ma non sono una tanto da film), vi lascio il trailer.
Io sono andata a guardarlo solo dopo aver letto il film e vi invito a fare altrettanto, comunque non è una pietra miliare della cinematografia e se non volete spendere i tre euro e spicci del noleggio non è la fine del mondo.
Un consiglio però: assolutamente non in italiano, il doppiaggio è terribile. Meglio in inglese con i sottotitoli.
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